Crea sito

RIA

By foxes, 16 novembre, 2010, No Comment

Rich Internet Application (RIA) è un acronimo introdotto già nel 2002 da Macromedia.

Con RIA si intendono tutte quelle applicazioni web il cui uso è similare a quello delle applicazioni Desktop.

Le caratteristiche principali delle applicazioni RIA sono:

· Ricca interattività con l’utente finale

· Utilizzabili sia all’interno di una pagina web che come applicazioni Desktop

· I dati elaborati dalla RIA non si trovano necessariamente sulla stessa macchina in cui è in esecuzione

Reingegnerizzazione dei processi

By Walter, 20 ottobre, 2010, No Comment

La reingegnerizzazione dei processi è la riprogettazione radicale dei processi d’impresa, in grado di condurre a miglioramenti delle prestazioni di tipo discontinuo. Le caratteristiche principali della riprogettazione dei processi (BPR) possono essere riassunte in quattro punti essenziali:

  • l’oggetto dell’intervento sono i processi, gli interventi di reingegnerizzazione dei processi interessano normalmente organizzazioni diverse e/o parti diverse della stessa organizzazione
  • il tipo di intervento è quello della radicale riprogettazione
  • il risultato atteso dall’intervento è un miglioramento di tipo discontinuo
  • i risultati di miglioramento discontinuo sono ottenuti principalmente grazie all’introduzione di tecnologie informatiche e di telecomunicazioni

Le architetture informatiche di tipo SOA sono lo strumento più indicato a supporto di un BPR. La flessibilità dell’architettura SOA consente di scomporre e ricomporre i servizi informatici dell’organizzazione  in modo semplice tenendo sotto controllo l’evoluzione. Linguaggi quali il Business Process Modeling Notation  (BPMN) consentono agli analisti di processo di ridisegnare i processi. Il risultato del gruppo degli analisti è tradotto dagli sviluppatori software in specifiche Business Process Execution Language (BPEL) e Web Services Description Language (WSDL). Il motore di workflow esegue le istruzioni ed implementa i processi descritti dagli analisti.

Al fine di integrare applicazioni che utilizzano tecnologie diverse o formati di dati eterogenei è indicato dotarsi di un Enterprise Service Bus (ESB) che effettui traduzioni di formati, routing di messaggi, trasformazioni di protocolli.

In questa visione non si cambia l’organizzazione aziendale ma si cambiano i processi di trasformazione delle informazioni. E’ possibile cambiare in modo radicale il modo di lavorare dell’organizzazione anche senza cambiare lo strumento di lavoro del singolo lavoratore.

Il paradosso della conservazione

By ilaria, 18 settembre, 2010, No Comment

Conservare in maniera permanente documenti digitali significa conservare oggetti che sono per loro stessa natura effimeri, nati per morire rapidamente. La specificità degli oggetti digitali è l’interazione tra i dati e una continua mutazione di questi ad opera di soggetti anche diversi. Gli oggetti digitali sono fluidi e dinamici e cambiano nel corso del tempo anche per la loro natura interattiva e collaborativa.

La Cooperazione applicativa è la risposta tecnologica

By ilaria, 11 settembre, 2010, No Comment

Procedimento e fascicolo informatico
(d.lgs. 82/2005 – Codice dell’Amministrazione digitale (CAD), capo III “Formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici”, art. 41 )
“Il fascicolo informatico è realizzato garantendo la possibilità di essere direttamente consultato ed alimentato da tutte le amministrazionicoinvolte nel procedimento.”

Una attenta lettura di questo comma porta ad intuire una visione fortemente mutata di alcuni concetti basilari dell’archivistica, una visione che sembra recepire nuove modalità operative: la “pratica” diviene risultato dell’attività di più soggetti e si forma come oggetto unico condiviso. Questo intervento normativo è un intervento forte rispetto al modo in cui, nella rappresentazione di un archivio, noi mettiamo in relazione solitamente l’archivio tradizionale appunto con la responsabilità.

Community Network

By ilaria, 23 agosto, 2010, No Comment

Community Network per la Cooperazione Applicativa
Spesso la cooperazione applicativa avviene all’interno di una [[community_network|Community Network]] di enti che delegano a ad un unico soggetto, chiamato Gestore SPCoop, l’esecuzione dei seguenti servizi:

    gestione dei componenti SPCoop
    configurazione di nuovi servizi SPCoop
    monitoraggio dei servizi SPCoop configurati
    supporto alla definizione delle specifiche dei servizi SPCoop
    verifica della corretta implementazione delle specifiche dei servizi SPCoop
    verifica alla corretta realizzazione dei componenti software

Gestione dell’infrastruttura SPCoop
Al gestore dell’infrastruttura SPCoop è delegata il compito di installare e amministrare tutti i componenti necessari al funzionamento. In particolare è delegata l’installazione di tutte le Porte di Dominio e dei componenti centrali quali Registro dei Servizi e/o Registro SICA Secondario. Questi due componenti non sono necessari nell’architettura SPCoop ma sono funzionali alla creazione di una Community Network che riesce a funzionare anche in assenza di componenti centralizzate quali ad esempio il Registro SICA Primario (isolamento della Community Network).

Configurazione di nuovi servizi SPCoop
Il gestore dell’infrastruttura SPCoop utilizza gli strumenti per configurare, su richiesta degli enti della Community Network, gli Accordi di Servizio indicati. All’interno della Community si definiscono inoltre formati, strumenti e servizi per la definizione collaborativa degli accordi di servizio in modo da semplificare la loro redazione e garantendo la corretta formazione.

Monitoraggio dei servizi SPCoop configurati
Il Gestore dell’infrastruttura SPCoop utilizza degli strumenti con i quali effettua:

    monitoraggio sistemistico di ogni componente software e hardware dell’infrastruttura
    monitoraggio del funzionamento di ogni singolo servizio applicativo

Supporto alla definizione delle specifiche dei servizi SPCoop
Il Gestore dell’infrastruttura SPCoop supporta i membri della Community Network alla redazione di documenti che illustrano il funzionamento dei servizi veicolati sull’infrastruttura. I contenuti minimi richiesti per la definizione dei servizi sono:
* formato delle informazioni veicolate
* elenco delle tipologie di interazioni

Verifica della corretta implementazione delle specifiche dei servizi SPCoop
Si tratta di verificare che i servizi implementati realizzino quanto stabilito nelle specifiche a garanzia della loro usabilità e quindi della Community Network. Il gestore della Community Network controlla anche che gli accordi presi in termini di qualità del servizio siano rispettati.

Verifica alla corretta realizzazione dei componenti software
A garanzia degli erogatori dei servizi anche per le soluzioni dei fruitori devono essere verificate le regole stabilite dalla Community Network al fine di garantire i primi.

DESIAR

By foxes, 5 agosto, 2010, No Comment


Dematerializzare il sistema documentale significa intervenire su:
- i singoli processi amministrativi
- l’insieme delle entità che lo costituiscono
- gli strumenti
- il concetto di tempo
- il concetto di responsabilità
- l’oggetto minimo costitutivo che è il documento

La dematerializzazione incide sulla capacità di controllare e ridurre i tempi di:
- lavorazione di una pratica
- produzione e di standardizzazione dei documenti
- trasmissione
- controllo e normalizzazione dell’iter interno/esterno all’amministrazione
- sedimentazione dei documenti

Proxy Applicativo

By Walter, 31 luglio, 2010, No Comment


Proxy
Un proxy applicativo è un componente che espone due interfacce, una verso i [[sil|SIL (Sistemi Informativi Locali)]] e l’altra verso la Porta di Dominio.
All’interno del [[dominio|Dominio]] del soggetto fruitore tipicamente esistono più applicazioni che hanno la necessità di utilizzare un servizio erogato da altro Soggetto.
Quando usarlo
  • quando più applicazioni di un Soggetto Fruitore utilizzano lo stesso servizio. Il proxy applicativo ha il compito di astrarre la logica dell’erogazione del servizio in virtù della capacità del Soggetto Fruitore. In questo modo il Proxy Applicativo può realizzare la logica a comune di tutte le chiamate al servizio (come ad esempio inserire il codice identificativo del l’ente fruitore, definire una scelta comune sulle modalità di utilizzo dei servizi, …).
  • quando la porta di dominio non fornisce tutte le funzionalità necessarie a garantire la corretta fruizione di un servizio. E’ possibile implementare nuove funzionalità per il Soggetto Erogatore componendo servizi esistenti o modificare i paradigmi di interazione con il servizio.
  • per implementare un Dominio Applicativo. Ad esempio è possibile verificare la corretta applicazione di regole definite o effettuare validazioni di natura semantica.
Funzioni dei proxy
Un proxy può implementare le seguenti funzioni:
  • semplificazione delle interfacce esposte dai servizi del Soggetto Erogatore
  • disaccoppiamento e asincronizzazione con i servizi esposti dal Soggetto Erogatore
  • aggiunta di nuove operazioni non definite nei servizi del Soggetto Erogatore
  • possibilità di effettuare validazioni sintattiche e semantiche delle richieste
  • integrazione con sistemi di monitoraggio dei servizi esistenti e complessi
  • logging dell’esito delle operazioni effettuate e dello stato dei servizi
Vantaggi uso dei proxy
Nel caso in cui un servizio sia di natura one-way il proxy applicativo potrebbe disaccoppiare il SIL fruitore dell’erogazione del servizio. Il proxy applicativo può avere due moduli uno per l’input e l’altro per l’output. I due moduli sono disaccoppiati. Tale disaccoppiamento consente ad esempio di implementare logiche di annullamento della richiesta nel modulo di Input e logica di gestione dello Stato della richiesta nel modulo di Output. E’ quindi possibile arricchire, attraverso il proxy, le funzionalità iniziali del servizio. Inoltre il modulo di Input potrebbe implementare logiche di validazione semantica proprie del Domino mentre il modulo di Output potrebbe implementare policy di ritrasmissione in caso di fallimento nella comunicazione con l’erogatore del servizio.
Implementazione dei proxy
Un proxy può essere realizzato tramite Web Service (ad esempio le librerie JAX-WS) oppure sviluppando componenti che vengono installati su un Enterprise Service Bus (ad esempio Fuse ESB 4).
Utilizzando un ESB è possibile disaccoppiare l’erogatore dal fruitore sui servizi di natura one-way, infatti potrebbero essere realizzati i seguenti componenti:
  • Interfaccia web service del Dominio Applicativo mediante l’utilizzo della componente Apache CXF fornita da Fuse ESB 4.
  • Route per la gestione delle operazioni esposte verso il Dominio Fruitore, utilizzando la componente Apache Camel.
  • Route temporizzata per l’invio delle richieste verso il Dominio Erogatore, utilizzando la componente Apache Camel.
Il vantaggio di usare un ESB è quello di poter realizzare dei componenti generici che, inseriti in una route Camel, consentono di definire e gestire una logica del [[dominio|Dominio]]. Ad esempio è possibile definire dei componenti che in modo del tutto naturale integrano il Proxy applicativo con sistemi di monitoraggio e di auto-diagnosi già realizzati e generici (es. [[pmc|PMC]]) o integrarsi con altri Proxy.
Distribuzione dei proxy
Per loro natura i proxy sono componenti software la cui logica è comune a molti enti. E’ dunque necessario una loro distibuzione nei diversi sistemi degli enti che potrebbero essere di natura eterogenea. Per permettere un’agevole distribuzione di tale componente potrebbe essere strategico disporre di un hardware su cui viene installato tutto il software comune che viene installato presso i singoli enti.

SEI

By foxes, 12 luglio, 2010, No Comment


SEI (Software Engineering lnstitute) è un’istituto che supporta le organizzazione che vogliono migliorare la qualità del processo di produzione del software.

Il SEI sostiene che per realizzare software conformi alle necessità dei clienti è necessario che l’organizzazione che sviluppa il software adotti un modello di processo di sviluppo del software conforme alle indicazioni CMMI.

Utilizzando la metrica definita dal CMMI il SEI valuta il livello di maturità dell’organizzazione.

PEChé

By foxes, 12 luglio, 2010, No Comment


Alcune considerazioni sulla PEC (Posta Elettronica Certificata)

  1. é una “soluzione” italiana (non é uno standard)
  2. nelle ricevute di accettazione/consegna non compare mai, in modo “ufficiale” il nome della persona intestataria della casella pec ma solo l’indirizzo di posta pec. Come faccio a sapere chi é il mittente della comunicazione?
  3. i vari gestori tengono copia dei messaggi solo per 30 mesi dopo di che cancellano tutto
  4. un terzo (privato) gestisce i documenti (altro che intercettazioni!)
  5. una soluzione “isolata”, non di sistema
  6. problematiche legate allo spamming (la casella é pubblica)
  7. problematiche legate ai virus
  8. difficoltà ad aggiungere meta-informazioni (la PEC é gestita da persone) con conseguente limitazione al trattamento automatico dei documenti
  9. problematiche legate alla lettura dei documenti (io utilizzo iWork per creare documenti che genera estensioni .pages, siamo sicuri che tutti gli uffici dispongano di tale strumento per leggere il mio documento? e chi mi impedisce di mandarlo in quel formato? chi, eventualmente, dice ad Apple che ai cittadini non è consentito di inviare un documento in tale formato?)
  10. difficoltà a conservare digitalmente tutti i tipi di documento che potrebbero arrivare dal Cittadino via PEC (il problema vero è che tra il Cittadino e la PEC non è messo alcun “filtro” .. )

Che cosa cambia rispetto ad adesso? la PEC sostituisce la raccomandata con ricevuta di ritorno quindi l’unico vantaggio per il cittadino é che risparmia i soldi ma questo non migliora i tempi con cui la PA sbriga le sue pratiche. Anzi i tempi si allungheranno perché la PA é incapace a gestire documenti digitali.

In sostanza la PEC non è uno strumento che migliorerà, da sola, la qualità dei servizi offerti dalla PA.

Serve ben altro..serve che le pratiche digitali arrivino in formato gestibile da strumenti automatici alla PA. La PA potrebbe automatizzare alcuni passaggi (uno, il più banale, il data entry delle informazioni presenti sui moduli).